Cosa succede davvero nella prima visita con un atleta

C'è un'idea che molte persone portano con sé quando prenotano la prima visita: si entra, si sale sulla bilancia, si esce con un foglio dove c'è scritto cosa mangiare da lunedì.
Se fosse così semplice basterebbe un modulo online. La verità è che quel foglio, consegnato al primo incontro, sarebbe scritto senza sapere quasi nulla di chi ho davanti. E una strategia costruita al buio, nella migliore delle ipotesi, dura tre settimane.
Ti racconto cosa succede davvero, perché sapere come funziona toglie un po' di ansia a chi non c'è mai stato.
Non si parte dalla dieta, si parte da te
La prima parte della visita è un colloquio, e non è una formalità.
Voglio sapere che sport fai e in che ruolo, quanti allenamenti settimanali hai e come sono distribuiti, in che fase della stagione ti trovi, se hai avuto infortuni, che obiettivi hai per i prossimi mesi.
Poi entriamo nella parte che sembra meno tecnica e che invece pesa di più: come è fatta la tua giornata. A che ora ti svegli, quando lavori o studi, a che ora ti alleni davvero, quanto tempo hai per mangiare e cosa hai a disposizione quando sei fuori casa.
Questo non è un questionario di cortesia. È la parte che decide se la strategia che costruiremo sarà praticabile o soltanto corretta sulla carta.
Si misura il punto di partenza
La seconda parte è la valutazione, ed è dove si smette di andare a sensazione.
Composizione corporea, stato di nutrizione e fabbisogno energetico si misurano con degli strumenti. A seconda dei casi utilizzo:
- impedenziometria vettoriale, per la distribuzione dei fluidi e la qualità della massa cellulare
- plicometria e cineantropometria con metodo ISAK, per una lettura standardizzata del profilo corporeo
- calorimetria, per stimare il dispendio energetico a riposo invece di ricavarlo solo da una formula
Il peso, da solo, dice poco. Due atleti dello stesso sport, stessa altezza e stesso peso possono avere una composizione corporea molto diversa, e avere bisogno di strategie opposte.
Quello che conta, di questi numeri, non è il valore assoluto del primo giorno. È che diventino un punto di partenza da cui misurare i cambiamenti.
Si definisce l'obiettivo, e i tempi
A questo punto si mette per iscritto dove stiamo andando. Ricomposizione corporea, rientro in un peso di categoria, tenuta nella seconda parte della gara, recupero fra sedute ravvicinate: sono obiettivi diversi, e portano a strategie diverse.
Qui dico anche quanto tempo serve realisticamente, e a volte non è quello che la persona sperava di sentire.
Ti sei mai chiesto perché certi percorsi si interrompono dopo un mese? Spesso non è mancanza di costanza: è che nessuno aveva detto all'inizio quanto sarebbe durata la strada. Un'aspettativa sbagliata fa abbandonare un percorso che stava funzionando.
Solo alla fine si costruisce la strategia
I pasti, le quantità e la loro collocazione intorno agli allenamenti nascono adesso, non prima. E nascono dalle tre cose che abbiamo raccolto: chi sei, da dove parti, dove vuoi arrivare.
Non è un menù da ripetere uguale tutti i giorni. È uno schema che deve reggere anche quando la settimana cambia: la trasferta, il turno che slitta, l'allenamento spostato alle ventidue, la cena fuori.
Una strategia che non si adatta alla tua settimana non viene seguita, per quanto sia corretta. E una strategia che non viene seguita non produce risultati, per quanto sia ben scritta.
E poi si rivede
La prima visita non è il traguardo, è il primo punto di una serie.
Nei controlli successivi si misura di nuovo, si guarda come ha risposto il corpo e si corregge quello che serve. Cambia la fase della stagione, cambiano i carichi, a volte cambia la vita fuori dallo sport: la strategia si muove con te.
Vale la pena dire anche cosa il monitoraggio non è: non è un esame. Serve a capire se la strada è quella giusta, non a giudicare chi la sta percorrendo.
Come arrivare preparato
Se hai già fissato un appuntamento, tre cose rendono la prima visita molto più produttiva:
1. Porta gli esami del sangue recenti, se ne hai.
2. Arriva con il quadro dei tuoi allenamenti: giorni, orari, tipo di lavoro.
3. Prova a ricostruire una giornata tipo reale, non quella ideale.
L'ultimo punto è il più importante e il più difficile. Non serve raccontarmi la settimana che vorresti avere: serve quella che hai.
In sintesi
Nella prima visita non ti consegno un foglio. Raccolgo le informazioni che servono, misuro il punto di partenza, definiamo insieme l'obiettivo e i tempi, e solo dopo costruisco la strategia.
È il modo in cui lavoro con chi fa sport, a livello amatoriale come agonistico, e con le società sportive che seguo.
Se vuoi confrontarti sulla tua situazione, puoi scrivermi o fissare una prima visita.
Dott. Mario Francesco Sicilia — Biologo Nutrizionista
Via Benito Falvo 6 (angolo via Panebianco), 87100 Cosenza







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